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giovedì 16 novembre 2017

all'esposizione inglese LUXlive del 15 e 15.11.17 presentato il LiFi ovvero la trasmissione dati via LED

Questa tecnologia sta facendo passi avanti verso la commercializzazione.
A questa fiera della illuminazione è presente uno stand di una ditta che promuove soluzioni di connessione dati allo interno di una azienda con più uffici.


Guardate il video che mostra la semplicità dell'uso:

https://www.youtube.com/watch?v=6Hekd6Y_05I&spfreload=10  

il "LiFi-Office" 


E' una alternativa all'immanente Wifi ! 

giovedì 9 novembre 2017

Risposta di L Hardell e R Nyberg al Commissario per la Salute della UE dopo la posizione negazionista espressa.

L'appello dei 190 scienziati per un alt al processo di implementazione del 5G è stato inviato anche al Commissario della UE per la Salute.

La posizione espressa il 13.10.17 da un suo collaboratore (non da lui - non aveva tempo oppure non gliene frega niente ?! -) è ripetitivamente, ottusamente  negazionista. Ribadisce che le commissioni ICNIRP e SCENIHR confermano che la esposizione ai campi elettromagnetici non rappresenta un rischio alla salute!  Nel rispetto dei limiti (famosi) ...

Lennart Hardell e Rainer Nyberg hanno quindi chiesto al Commissario se la opinione del suo ... staff rappresenta anche la sua personale opinione.
Hanno riportato la posizione opposta del  gruppo Bioinitiative, di ECERI [che vorrebbe, dovrebbe essere la aggregazione opposta di ICNIRP] , che la posizione di ICNIRP è sempre in difesa delle posizioni della industria,  ma di tenere conto di quanto prodotto da IARC (WHO) che ha classificato le EMF come probabili cancerogeni
Giustamente sottoliena che l'appello dei 190 scienziati era supportato da una letteratura (quindi dandone  una valenza scientifica) a differenza della 'letterina' dell'uomo del Commissario !

Concludono proponendo che un organismo tecnico TERZO dovrebbe essere incaricato per valutare il tasso di rischio degli EMF e della nuova tecnologia in arrivo.

Che succederà ?!
Speriamo in qualche 'deus ex machina' che aggiusti questo nostro mondo !!!



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To EU Commissioner of Health Dr Andriukaitis  November 9, 2017

We suppose that you know that Director John F. Ryan, October 13, 2017 replied (Ares (2017) 5015409 - Reply) to the EU 5G-appeal, and that he said: ”There is consistent evidence that exposure to electromagnetic fields does not represent a health risk… if below the limits …” His conclusion is based on the opinions of ICNIRP and SCENIHRSince Mr. Ryan said he writes on your behalf, we now ask for your own opinion as the EU Commissioner of Health. Director Ryan’s letter is attached and also the ”Cover letter” of the EU 5G-Appeal, so you can see the whole appeal and the 180+ signatories.
On February 1, 2016, in a Comment on SCENIHR to Mr. Ryan it was shown by Drs. Carpenter and Hardell, representing BioInitiative and ECERI, that: ”The evidence in the SCENIHR Final Opinion on EMF clearly and convincingly establishes the potential for health effects of exposure to electromagnetic fields [EMF]. Based on the evidence provided in this Opinion, the Committee is obligated to draw to the attention of the [EU] Commission that EMF is a new and emerging problem that may pose an actual or potential threat.” 
It seems to us that Mr. Ryan did not consider this 2015 article and the 5G Appeal, with a long list of compelling evidence and references under the headline: ”Harmful effects of RF-EMF exposure are already proven”. In addition, Mr. Ryan does not seem to note that the Appeal was signed and confirmed by more than 180 scientists and doctors, see the updated list of signatories.
In spite of all this, Mr. Ryan in his reply to us still continues to claim that EMF ”does not represent a health risk” and – without any other references than ICNIRP and SCENIHR – defends industry’s standpoint that EMFs are harmless if below the ICNIRP ”safety guidelines”. In addition he ignores the IARC evaluations on both ELF-EMF and RF-EMF to be ‘possible’ human carcinogens, Group 2B. Obviously not only statements by ICNIRP and SCENIHR, but also by IARC at WHO should have been considered. 
Because of the facts given above we cordially ask for your own opinion in this matter as the EU Commissioner of Health. Our 5G-Appeal and the conclusions with references (blue links) are well documented. You find the Appeal by clicking one of the seven language options in the attached ”Cover letter”. 
We appeal to EU to appoint a truly independent expert group of EMF-and-health researchers (contrary to ICNIRP and SCENIHR) to decide about new safe guidelines for EMF exposure. It is imperative to immediately apply EU:s Precautionary Principle (and ALARA) enabling rapid response to stop distribution of 5G products in order to diminish the harm that has already been proven by scientists. 
We mentioned in the 5G-appeal that we would make both the appeal and the response from EU publicly available. We have already done so and will also make your answer publicly available in the same way. Please read the Appeal and draw your own conclusions. We look forward to your answer no later than November 30, 2017.

Respectfully submitted

Rainer Nyberg Lennart Hardell
Rainer Nyberg   Lennart Hardell
EdD, Professor Emeritus   MD, PhD, Oncologist
Vasa, Finland     Örebro, Sweden

mercoledì 25 ottobre 2017

Grande Livio, sindaco, che dice NO al Wifi diffuso nel suo paese


Riporto l'articolo comparso che è ovviamente (ahimé) stato scritto con toni apocalittici!  
Viva alla Fibra !!!
Abbasso il Wifi!



BORGOFRANCO D'IVREA Il primo cittadino rinuncia al progetto "Senza fili, senza confini"

Dopo il wifi, no alla banda larga: «Troppo pericolosa per la salute»

Il motivo del rifiuto? Potenziale pericolo di esposizione all'inquinamento elettromagnetico
Dopo il wifi, addio anche alla banda larga. Livio Tola, sindaco di Borgofranco d’Ivrea, ha rifiutato un protocollo che avrebbe permesso ai propri cittadini di usufruire della banda larga a soli 80 euro l’anno.
Il primo cittadino del piccolo centro eporediese, eletto nel 2014, si era già segnalato alle cronache nazionali quando lo scorso anno aveva deciso di rimuovere il wifi dalle scuole, motivando la scelta con il potenziale pericolo per la salute dei bambini dovuto all’esposizione all’inquinamento elettromagnetico generato dalla trasmissione di dati wireless.
Questa volta, invece, il primo cittadino ha detto no all’adesione al progetto chiamato “Senza fili, senza confini” che vedeva otto Comuni dell’Eporediese consorziati per un servizio che avrebbe portato la banda larga nei rispettivi comuni al prezzo vantaggioso di soli 80 euro annui per gli utenti.
Il progetto vede già il concorso dei Comuni di Chiaverano, Montalto Dora, Settimo Vittone, Lessolo, Nomaglio, Andrate e Carema. Ovviamente la scelta non è stata condivisa da tutti e a tuonare contro il sindaco è Fausto Francisca, già primo cittadino di Borgofranco e oggi fra i banchi dell’opposizione:
«Borgofranco continua a perdere dei treni e resta paralizzato in un immobilismo preoccupante. Credo che offrire ai cittadini la possibilità di accedere al servizio wifi a costi concorrenziali fosse un’opportunità da cogliere, tanto più che ognuno sarebbe poi stato libero di decidere se aderire o no all’iniziativa».
Ovviamente Tola contesta, ora come allora, che prima di un importante servizio viene la salute dei cittadini che lui rappresenta e che in materia il mondo scientifico e medico avrebbe già espresso dubbi sui potenziali rischi delle onde elettromagnetiche.
Al contrario, il promotore dell’iniziativa Daniele Trinchero, sostiene che le onde emesse dal wifi sono molto inferiori a quelle prodotte da un cellulare che teniamo addosso ogni singolo momento delle nostre giornate.
Una cosa è certa: se i residenti di Borgofranco vorranno la banda larga dovranno arrangiarsi o attendere che il piano nazionale per la stesa della fibra ottica arrivi anche in quel di Borgofranco.

martedì 24 ottobre 2017

Un sindaco dice NO ! al wifi diffuso

BORGOFRANCO D’IVREA. Il sindaco di Borgofranco, Livio Tola, dice no al progetto di rete proposto dall’associazione “Senza fili, senza confini” per portare in paese internet a banda larga a 80 euro al mese. Il progetto avrebbe dovuto chiamarsi Wi-fi per 8 Comuni, invece si è fermato a sette.

http://lasentinella.gelocal.it/ivrea/cronaca/2017/10/23/news/borgofranco-no-al-wi-fi-e-pericoloso-1.16028121


domenica 22 ottobre 2017

riflessioni sane del direttore del WHO

Tratto da un discorso del Direttore del WHO 



"In nome del commercio libero, consentiremo alle multinazionali di  vendere cibo spazzatura ai bambini.
In nome dello sviluppo economico, consentiamo la produzione dei prodotti del  tabacco
 per avvelenare miliardi di persone.

In nome dell'intrattenimento, permettiamo ai nostri bambini di spendere sempre più tempo davanti alla televisione e allo smartphone piuttosto che giocare all'esterno.

Quando diciamo basta?


Quando riflettiamo e spingiamo indietro?
A produttori di questi prodotti pongo alcune domande

"Volete con cognizione nutrire con i vostri cibi malsani i vostri figli?
e dare bevande con tanto sale, zucchero e grassi trans,
guidandoli dalla prima età verso un corso di continuo aumento del
rischio salute, dal diabete all'obesità, cancro e malattie cardiovascolari?"

Se la risposta è "no",

quindi come possono i produttori di cibo e bevande a
commercializzare e vendere i loro prodotti alle masse dei bambini
in tutto il mondo, vedendoli più che altro come opportunità di
profitto, e prestando attenzione  ai tassi di incremento a spirale di
obesità infantile e diabete precoce.
Anche se non sono i tuoi figli biologici, devi vederli come figli - siamo tutti parte dello stesso genere umano."

sabato 21 ottobre 2017

Viareggio: arriva il piano antenne che evita l'incremento di potenza





VIAREGGIO. Una serie di impianti per la telefonia definiti “critici” nel nuovo Programma comunale degli impianti di radiocomunicazione che l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro ha deciso di portare all’adozione nel consiglio comunale del 30 ottobre. Per questi impianti - si legge nel documento «in linea di massima è ammissibile solo riconfigurare i sistemi di antenna, a parità o con potenza minore di campo elettrico generato, mentre non si considerano idonei in prima istanza per accogliere altri impianti».

Uno scenario che, secondo il lavoro messo a punto dal Comune insieme all’università di Firenze, «può portare al superamento teorico del valore di 6 volte/metro». Sulla base dell’analisi effettuata, è la conclusione cui arriva il nuovo Piano della telefonia, «si considerano critiche le stazioni radio base


Uno scenario che, secondo il lavoro messo a punto dal Comune insieme all’università di Firenze, «può portare al superamento teorico del valore di 6 volte/metro». Sulla base dell’analisi effettuata, è la conclusione cui arriva il nuovo Piano della telefonia, «si considerano critiche le stazioni radio base
in co-siting con tre o più operatori e con valori prossimi a 6 volte/metro».

Il documento che l’amministrazione intende portare al voto per l’adozione, passaggio dopo il quale si apre la fase della presentazione delle osservazioni, contiene anche la sintesi dei controlli Arpat in materia di elettromagnetismo.

Le misurazione Arpat. L’Agenzia regionale per l’ambiente, viene spiegato, «ha eseguito le valutazioni previsionali per l’autorizzazione sia all’installazione di tutti gli impianti di telefonia mobile (antenne), sia per la riconfigurazione degli stessi per adeguamenti tecnologici legati allo sviluppo della rete per assicurare i servizi di nuova generazione (Umts e poi Lte), nonché misure in campo in punti specifici del territorio anche
sulla base di segnalazioni da parte di cittadini e associazioni. «L’azione, puntualmente segnalata all’amministrazione e ai soggetti interessati, ha portato all’evidenziazione di situazioni potenzialmente critiche, ma non al superamento dei limiti di legge. Arpat considera critici gli impianti che, mediante l'analisi previsionale, mostrano in campo lontano livelli massimi di campo elettrico, generati complessivamente dall’impianto oggetto della valutazione e dagli impianti presenti o in progetto posti nel raggio di 500 metri, pari o superiori a 5,5 volte/metro (valore limite di attenzione 6 volte/metro, che se superato porta al diniego dell’installazione). E prescrive comunque, a termini di legge, l’esecuzione delle misure - dopo l’installazione degli impianti autorizzati - per soglie di campo elettrico stimate superiori a 3 volte/metro (valori superiori alla metà dei valori di legge)».

Lo sviluppo dei telefonini. Il nuovo Piano della telefonia, che avrà validità triennale, prende in considerazione anche lo scenario dell’evoluzione tecnologica delle comunicazioni: «La massima concentrazione d’installazioni, circa il 70% - così la fotografia dell’attualità - è posta nella zona Nord della città, a causa sia dell’alto numero di persone servite, sia degli effetti di schermo degli edifici, comprese entro un cerchio di raggio circa 2,5 chilometri con centro alla stazione ferroviaria. Questa situazione non è destinata a mutare con il sistema Lte (Long Term Evolution, o anche 4G e
prossimamente 5G)». Dunque, con l’evoluzione dei telefoni cellulari sempre più parte integrante della vita quotidiana, anche oltre il necessario - si legge ancora - «l’avvento della nuova tecnologia è destinato ad influenzare i programmi dei gestori per i prossimi anni, con la progressiva diffusione dei telefoni smartphone e tablet 4G (Lte), e la ormai prossima implementazione del 5G, divenuti a pieno titolo terminali mobili multimediali (trasmissione voce, video, internet e dati in generale, ovvero le applicazioni a banda larga di internet ovunque nel territorio)».

Il sistema Lte - spiega il lavoro dei tecnici - «può funzionare su diverse bande di frequenza. In particolar modo le richieste di riconfigurazione avanzate finora dai gestori vedono utilizzate le seguenti bande: banda di frequenza 800 MHz; banda di frequenza 1500-1800 MHz; banda di frequenza 2600 MHz». La prima (800 MHz) «è derivata dagli ex canali televisivi Uhf 61-69, ed assicura una copertura estesa nelle aree rurali; la seconda (1500-1800 MHz) privilegia le aree urbane e suburbane; la terza è utilizzabile nelle aree urbane con edifici alti o per Hot Spot».

Per quanto attiene all’inquinamento elettromagnetico attribuibile alla nuova tecnologia – è la conclusione - «si segnala che al momento non se ne prevede un incremento apprezzabile, anche se le esigenze, per i motivi di qualità del servizio , sono di localizzare gli impianti quanto più prossimi agli utenti e quindi questo porta ad un incremento del numero di impianti».

Ed ecco il quadro per il futuro che il Piano delinea: «È certo che, con richieste che si manifesteranno ininterrottamente per tutti gli impianti installati nei prossimi anni, i gestori hanno cominciato nel 2013 e continueranno la riconfigurazione degli impianti stessi, con la sostituzione progressiva dei sistemi tradizionali Gsm e Umts man mano

che i telefoni attuali diventeranno obsoleti, al fine di soddisfare le richieste dell’utenza con la tecnologia Lte e poi 5G. Mentre la richiesta di nuove installazioni di stazione radio base, attualmente in incremento, dovrebbe rapidamente esaurirsi nel giro di pochi anni».